ITALY: Coca-Cola announced the closure of the Bari bottling plant. The FLAI-CGIL union says workers are ready to demonstrate.


 
 

The announcement of the closure of the Bari bottling plant - that employs about 50 people - comes shortly after the closure of another Coca-Cola bottling plant in Reggio Calabria. Ettore Ronconi - FLAI-CGIL National Secretary - commented that it is not acceptable that as a reaction to the economic crisis major multinational corporations operating in the country just close down some of their operations and cut employment leaving the territories whose livelihoods depend on their productive activities. He added that union activities in the area are ongoing and that - should the meeting between national union representatives and Coca-Cola Italian management scheduled on April 6 be inconclusive - unions would call for industrial action.

[The original text follows]

COMUNICATO STAMPA FLAI-CGIL: LA COCA-COLA ANNUNCIA LA CHIUSURA DEL SITO DI BARI. PRONTA LA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI

La multinazionale Coca-Cola ha annunciato
alle Organizzazioni sindacali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil la
decisione di chiudere lo stabilimento produttivo di Bari, dove sono
impiegati circa 50 lavoratori tra operai ed impiegati.

Tale decisione segue alla già avvenuta
chiusura del sito di Reggio Calabria e dimostra come l’unica strategia
messa in campo dalla Coca-Cola per fronteggiare la crisi economica sia
quella delle dismissioni e dei licenziamenti di massa.

Le Organizzazioni sindacali incontreranno
i vertici della Coca-Cola il prossimo 6 aprile per verificare la
possibilità di soluzioni alternative alla chiusura del sito di Bari.

Nel frattempo negli stabilimenti della
Coca-Cola presenti nel Mezzogiorno si terranno assemblee dei lavoratori
per prendere in esame la situazione e per valutare le conseguenti
iniziative di lotta.

“Rimandiamo il piano di Coca-Cola al
mittente” – ha dichiarato Ettore Ronconi della Flai-Cgil nazionale –
“perché non è possibile che le multinazionali presenti nel nostro paese
colgano l’occasione utile della crisi per lasciare a casa i lavoratori
e per abbandonare territori che vivono delle loro attività produttive”.

“E’ per questo” – ha continuato Ronconi –
“che qualora nell’incontro del 6 aprile dovesse essere riconfermata la
chiusura di Bari e il licenziamento dei lavoratori saremo pronti a
bloccare le produzioni e a mettere in campo una mobilitazione senza
precedenti”.

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