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Riunisce i lavoratori agroalimentari e del turismo di tutto il mondo


La UITA domanda una regolazione del Commercio, degli Investimenti per combattere la Crisi Alimentare

Inserito nel sito UITA il 26-Jun-2008





Durante la Conferenza Internazionale sul Lavoro della OIL, é stata la prima volta, da vent'anni, che si é organizzata una sessione di lavori, intervenuta l'11 giugno scorso, dedicata alla " Crisi alimentare, la Produzione, gli Investimenti e l'applicazione del principio di un Lavoro Decente. Pakalitha B. Mosisili, Primo Ministro del Lesotho, Phil O’Reilly, Segeretario generale del sindacato patronale e portavoce degli imprenditori della Nuova Zelanda, Ron Oswald Segretario Generale della UITA, in rappresentanza dei Lavoratori, Lennart Bäge, Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo in Agricoltura e il Direttore Generale della OIL, Juan Somavia hanno partecipato alla tavola delle discussioni.

Il Sig. Ron Oswald ha incominciato il suo discorso sottolineando il fallimento della recente Conferenza internazionale della FAO sul diritto all'accesso garantito ad una alimentazione sufficiente, in quanto i risultati di tale conferenza si sono limitati ad un'analisi dell'ascesa dei prezzi negli ultimi tre anni, al consumo, degli alimenti di base, piuttosto che affrontare i problemi fondamentali della crisi alimentare mondiale. Disse cosi', riguardo all'andamento dei prezzi al consumo: "Ancora una volta, questa é la manifestazione persistente di una crisi che perdura da molto tempo, durante la quale oltre 800 miglioni di persone non hanno diritto ad un'alimentazione sufficiente, anche quelli che lavorano nel settore agricolo".

In seguito, disse: "Un sistema che quotidianamente condanna oltre 800 miglioni di persone alla fame e alla malnutrizione é evidentemente un sistema in crisi. Partendo dal punto di vista del diritto umano fondamentale, decretato per legge, che stabilisce il principio di accedere, per tutti, ad un'alimentazione sufficiente e ad un prezzo proporzionale al reddito, l'obligazione per i governi di salvaguardare e fare rispettare tale diritto, il sistema attuale é non soltanto un fallimento ma diventa un crimine. Tra le vittime di questa intollerabile violazione dei diritti umani, si trova il mezzo migliardo di uomini e donne che producono l'alimentazione e noi tutti dipendiamo dai : lavoratori agricoli."

"Sicuramente é necessario bloccare l'ascesa dei prezzi, ma lasciatemi riflettere sulla necessità di chiederci perché non esistono ancora delle proposte politiche ufficiali sul bisogno, immediato, di aumentare gli stipendi dei dipendenti agricoli per compensare la perdita di potere d'acquisto, degli stessi e l'insufficienza calorica alimentare che subiscono. Dobbiamo chiederci come mai miglioni di lavoratori agricoli sono affamati e sempre piu' poveri, mentre i prezzi delle terre arabili sono in costante diminuzione, dall'inizio degli anni '90. Perché i prezzi al dettaglio, per esempio, del caffé, del té o dello zucchero rimangono piu' o meno stabili, o sono aumentati, durante una decina d'anni, mentre i costi delle terre per la loro produzione erano volti al ribasso? Perché durante tutti questi anni i profitti delle multinazionali della trasformazione e dei commercianti all'ingrosso sono cresciuti, come il loro potere di acquisto delle terre e quello commerciale, perché gli stipendi dei dipendenti dei settori caffé, té e zucchero sono stati bloccati o addiritura diminuiti?"

Ron Oswald ha teso una sfida, affirmando quanto segue, sui rapidi risultati attesi dalla negoziazione dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) di Doha, che si vuole considerare come la risposta alla crisi alimentare: "Dove si trova l'interconnessione tra i prezzi delle terre, i prezzi al consumo, gli stipendi dei lavoratori e la proclamata soluzione del problema attraverso una maggiore liberalizzazione del mercato per un'ottimale utilizzazione delle risorse? La dipendenza da un mercato volubile, dei prezzi delle terre, ha spinto intere popolazioni nelle braccia della carestia"


Continuando cosi': "l'andamento dei prezzi della terra, in se stesso, non puo' rassicurarci né sulla capacità dei dipendenti agricoli di nutrirsi sufficientemente né per i poveri dei centri urbani. La soluzione risiede nell'affronatre la vulnerabilità e volubilità del mercato e nell'utilizzazione di fondi provenienti da tutta la filiera alimentare.

Ron Oswald ha affirmato, l'effetto inflazionista della concentrazione di tutta la catena alimentare nelle mani di sole alcune multinazionali e il loro ruolo negativo sul flusso delle compra-vendite delle terre, cosi' dicendo: "L'inter-connessione, volutamente dimenticata, tra investimenti, produzione alimentare e lavoro decente – titolo di questa sessione dei lavori – é la regolarizzazione sociale del mercato. Non importa quanti migliardi o miglioni di migliardi sono stati investiti nell'agricoltura, quello che conta é che non sono serviti per creare né i presupposti di un lavoro decente né garantire il diritto ad una alimentazione sufficiente. Viviamo in una situazione di maggiore volatilità e vulnerabilità del mercato delle derrate. La regolarizzazione sociale nazionale e locale, mettendo in pratica le convenzioni della OIL, diventa necessaria per assicurarci che il flusso dei capitali, investiti, sia diretto verso l'applicazione del principio fondamentale ad un lavoro decente, contro la povertà e per finire con la fame nel mondo. I governi devono avere ed essere in grado di esercitare il potere di assicurare la protezione dei diritti ad una alimentazione sufficiente e di quelli dei lavoratori."

"Tutto cio' per ribadire il principio per cui la OIL deve aver un ruolo preponderante sulle agenzie della Nazione Unite che statuano sulla sicurezza alimentare"

Il testo completo dell'intervento della UITA é disponbile (in formato PDF) qui di seguito.