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Nestlégate: Chi critica Nestlé è sotto stretta sorveglianza

Inserito nel sito UITA il 15-Jul-2008





I Giornalisti della TSR, della stazione svizzera di lingua francese, hanno rivelato come, nel 2003, Nestlé abbia infiltrato un gruppo di liberi cittadini che dovevano elaborare uno studio sull'impresa.

Il 12 giugno scorso, la televisione svizzera ha reso pubblico il risultato di una inchiesta, cominciata all'inizio dell'anno quando la sezione svizzera di Transparency International ha ricevuto un messaggio sulla sua "hot-line" che parlava di affari segreti coinvolgendo la società di sorveglianza privata Securitas, Nestlé, il piu' gran produttore di alimenti del mondo e l'organizzazione altermondialista Attac.

L'inchiesta della televisione svizzera rivela che, durante l'autunno del 2003, un agente della Securitas aveva infiltrato un gruppo di 7 attivisti dell'organizzazione Attac, a Losanna, che stavano preparando un rapporto su Nestlé che parla di temi come gli OGM e la privatizzazione dell'acqua però anche di conflitti sindacali. L'agente della Securitas è stato fin dall'inizio ben accolto, considerandolo tale a un nuovo membro dell'organizzazione, varie volte invitato nelle case degli altri appartenenti al gruppo di studio e avendo la possibilità di accedere a tutte le informazioni come la ricerca stessa, le fonti d'informazione e i contatti sia in Svizzera che all'estero. L'agente ha scritto numerosi rapporti ed almeno una volta si è resa alla direzione generale di Nestlé a Vevey. Alla paruzione del libro, in giugno 2004, tale persona ha lasciato definitivamente il gruppo di lavoro e letteralmente scompare – tutti i tentativi da parte degli altri membri di mettersi in contatto con essa, via telefono o posta elettronica, sono stati vani. Solo qualche mese fa, quando il gruppo è stato contattato dai reporter della televisione, si sono resi conto perché la loro compagna di lavoro era sparita senza lasciare una traccia.

Come giustificazione, la direzione di Nestlé, ha emmeso un comunicato per la televisione in cui pretendeva un reale bisogno di protezione per le sue proprietà durante la riunione dei G8, avvenuta in giugno 2003 a Evian, in Francia sui bordi del lago di Ginevra. Nestlé continua su questa strada – anche durante la riunione del CAE, intervenuta il 24 giugno – quando Attac, dei politici e i suoi stessi dipendenti chiedono delle chiarificazioni sul fatto. Ma la riunione dei G8 ha avuto luogo dal 1°al 3 di giugno 2003, quindi tre mesi prima che la sorveglianza del gruppo di lavoro intervenga. Inoltre, il settimanale di lingua tedesca WOZ, ha rivelato che Securitas stava ancora organizzando l'assunzione per questo lavoro di infiltrazione nell'autunno del 2003. Il 26 giugno, in una intervista pubblicata, si fa referenza ad un uomo che aveva partecipato al processo di assunzione da parte della Securitas. E specificamente, egli si ricordava che il recrutatore di Securitas gli aveva detto che avevano ricevuto mandato di assumere una persona "da un grande gruppo per infiltrare un'organizzazione per raccogliere informazioni sulle attività della stessa organizzazione", e che il lavoro consisteva "nel participare alle riunioni di un gruppo di studio di Attac, nel cantone di Vaud, che stava facendo una ricerca sugli affari delle grandi multinazionali". Tale persona ha rifiutato il lavoro e non ne ha parlato con nessuno per paura di rappresaglie.

In Svizzera, Germania ed in Francia, dove il fatto è stato messo in luce dai media, si chiede quanto lontano è andata e andrà la Nestlé per sorvegliare, controllare e imbavagliare le voci critiche. L'Organizzazione Attac svizzera ha sporto denuncia contro Nestlé e Securitas per violazione della vita privata e della legge sulla privacy. Dei membri del parlamento hanno preso l'iniziativa di aprire una richiesta di informazione a livello cantonale e federale. L'azione perpetrata dalla Nestlé costituisce una enorme violazione della libertà di espressione e i diritti democratici fondamentali, e mostra ancora una volta l'approccio autoritarista verso la critica e l'incapacità di far fronte ai suoi malfatti, cose che fanno parte della cultura del gruppo.

"Dobbiamo fare attenzione che non arrivino ad avere una grande influenza"

Questa affirmazione è stata fatta dall'ex Amministratore delegato della Nestlé, Helmut Maucher, in un articolo scritto da lui, in dicembre 1997, per il "Financial Times". Si riferiva alle Organizzazioni non-governative. Appena elletto alla presidenza della Camera Internazionale del Commercio si era preoccupato a causa della capacità delle Organizzazione non-governative per il medio-ambiente e la salvaguardia dei diritti umani di farsi ascoltare in seno alle Nazioni Uniti, e promoveva una più grande influenza e visibilità del mondo degli affari pretestando che "le imprese non sono solo un altro gruppo di pressione ma una risorsa che li aiuterà"(parlando dei governi) "a stabilire delle regole giuste". Al epocha Maucher non era piu' l'Amministratore delegato della Nestlé (anche se sedeva ancora al consiglio di amministrazione della società), ma ha continuato a imporre le sue idee per parecchi anni durante la presidenza di Peter Brabeck. Nestlé ha lavorato dietro le quinte, e sotto copertura, per assicurarsi che le organizzazioni della società civile – inclusi i sindacati- "non arrivino ad avere un grande influenza". Allo stesso tempo Nestlé ha messo in pratica il tipo di visibilità e di autorità che Maucher considerava come il tratto distintivo per il gruppo. Testimoni della facilità con cui Nestlé diffonde le sue idee – non importa che siano banali e apertamente manipolatrici – sugli alimenti geneticamente modificati, l'acqua e i bio-carburanti nei media. Si capisce che date le circostanze non é stato facile per i giornalisti, della televisione svizzera, avendo alle spalle Nestlé di procedere nella loro investigazione e produrre il documentario.

Per visionare la versione italiana della trasmissione televisiva clicca qui (dura 36 minuti).