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La riunione dei G20 e il seguito – Domande sul Lavoro

23-Dec-2008



La sola sorpresa che emerge, dal recente incontro di G20 tenutasi a Washington – presentazione, in anticipo, le basi per il programma “Una nuova strategia mondiale della Finanza”, chiamata “Bretton Woods 2°”- fu tale programma che prevede dei risultati molto magri. La sola azione internazionale prevista, per combattere la crisi economica mondiale, rappresenta di costituire una specie di Commissione avendo il ruolo di “Coordinare le risposte politiche (alla crisi)”. In tale progetto ci sono, solo, dei deboli riferimenti per stimolare la discussione e le solite raccomandazioni per avere “una piu’ grande visibilità” e di “fare una ricerca sulle regole dei mercati finanziari”. I fondi investimento privati e i fondi per il recupero dei debiti/crediti sono stati invitati a trovare, attraverso il principio delle “buone pratiche”, la regolazione piu’ adatta. Il clima sta cambiando e aumenta la fame nel mondo, inoltre bisogna trovare una risposta alla volatilità dei prezzi delle materie prime – causa principale delle crisi attuale. Infine, i rappresentanti dei governi presenti hanno deciso di un nuovo incontro per…. 2009 in primavera.

Nonostante che, il ruolo giocato dall’IMF sia stato devastante e distruttivo, i rappresentanti dei governi sono arrivati alla conclusione unanime di dover ottenere un rapido accordo sull’organizzazione del mondo finaziario, dei mandati per agire e applicarli in tutto il mondo. I rappresentanti governamentali sono stati unanimi per esprimere la necessità di terminare al piu’ presto le consultazioni del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) che deve statuare sulla problematica delle crescita economica e sulle cause delle crisi.

Nel frattempo, nonostante la messa in circolazione di migliardi di milioni per un aiuto al settore bancario il mercato finanziario mondiale continua di distruggere i settori della produzione e dei servizi. Durante questo tempo, ogni ora é dedicata a distruggere dei posti di lavoro in tutto il mondo, e le nuove strutture finanzarie dei fondi d’investimento per il recupero dei debiti/crediti sono in misura di recuperare tutti i benefici della situazione.

La riunione non ha ottenuto che un vago ammonimento e un calendario approssimativo d’azione, rispetto al settore finanziario. L’Istituto Internazionale delle Finanze (IIF), risponde minimamente alle richieste del settore finanziario. Lo stesso istituto, che rappresenta il gruppo piu’ importante di “Pressione”, ha inviato al Presidente Bush, degli Stati Uniti, una lettera il giorno prima della riunione dei G20, firmata dal Presidente dell’IIF (e Presidente della Deutsche Bank), il signore Joseph Ackermann e altri 4 membri di alto livello dell’IIF, chiedendo due cose importanti. Prima di tutto, di creare una Commissione Mondiale per la Regolazione Finanziaria, nel quale il ruolo dell’IIF deve essere rinforzato ed esteso. La commissione deve essere considerata come la protezione per le Banche private ed i gruppi d’investimento internazionali per avere dei contatti priviligiati con il “Gruppo dei controllori” che rappresentano, secondo il testo della lettera, il piu’ alto livello delle 30-40 Istituzioni di controllo delle finanze. L’IIF considera l’estensione del G8 ai G20, attuale come un’opportunità di rappresentazione dei diritti nei venti paesi piu’ sviluppati del mondo e inseriti nel IMF e in molte altre organizzazioni multilaterali, costituendo cosi’ la base per l’espansione dell’intergrazione mondiale del settore dei servizi finanziari.

Se il G20 sembra essere esitante, Ackermann e i suoi colleghi hanno già deciso un chiaro calendario per le azioni. Secondo la loro lettera, "mentre le istituzioni finanziarie ed i mercati stanno ristabilendo il funzionamento normale, le strategie definite durante la riunione devono essere, ancora formulate e rese operazionali. Le misure di sicurezza non dovrebbero costituire la base di un funzionamento permanente, ed esteso nel sistema finanziario internazionale: ciò rischia di frenare le prospettive di crescita per uno sviluppo continuo, come affirmato dalla recente riunione e di introdurre delle difficoltà ulteriori nel mercato mondiale." Il messaggio è chiaro: in tempo di crisi, i governi debbono non piu’ occupparsi del settore finanziario e limitarsi al ruolo, tradizionale, di sostegno all'espansione della finanza garantendo, cosi’ il debito pubblico.

Le prestazioni fornite durante il G20 riflettono soltanto la mancanza di volontà e d'immaginazione da parte dei governi? O è illusorio immaginare che delle strategie alternative, all’ortodossia neo-liberale siano decise spontaneamente all’interno di un gruppo di 8 paesi, esteso a 20, 30 banche o società finanziarie e fondi investimento nazionali il cui comune interesse è solamente di preservare il valore delle loro riserve in dollari?

Malgrado l’apertura della partecipazione, alle alte sfere decisionali, dei paesi in via di sviluppo, tra l’altro selezionati, per assistere alle riunioni al vertice e ottenere una piu’ grande rappresentazione non si trattano i rapporti tra l'equilibrio sociale delle forze che sono alla base del sistema e della conseguente crisi attuale. Una nuova architettura finanziaria non potrà svilupparsi, semplicemente, aggiungendo nuove istanze. Un nuova strategia di base è necessaria e non la otterremo facendo pressioni sul FMI (Fondo Monetario Internazionale) o le riunioni periodiche dei governi. La richiesta per un aumento della domanda interna, una maggiore imparzialità e un rispetto piu’ grande dei diritti degli operai non sono piu’ realizzabili che nel passato. L'intera esperienza delle due decadi scorse - anni durante i quali i risultati storici del movimento sindacale sono stati trasformati in sconfitte in tutti i settori- dimostra il contrario.

Le organizzazioni sindacali, a livello nazionale come internazionale, devono rispondere ad una profonda ed estesa crisi. Le istituzioni, come l’IMF (Fondo Monetario Internazionale) che fino ad ora serviva da strumento per risolvere delle crisi piu’ limitate, manca di risorse per ottenere i risultati sperati. I governi, inoltre, non intendono di rispondere alle pressioni sociali e politiche che riversando sui lavoratori i risultati di decenni di distruzione dell’ambiente e di rinforzare la loro capacità di mobilizzazione.

In questa situazione, tutte le rivendicazioni debbono essere considerate d’attualità - e un'occasione affinchè i sindacati siano ascoltati dalle nuove alleanze. Se i G20 sono paralizzati, Ackermannn, le banche e l’IIF hanno un programma gia’ stabilito e i mezzi necessari per metterlo in atto. Che rappresenta la risposta sindacale? Possiamo cominciare a pensare alle alternative, ponendoci delle domande che non erano all’ordine del giorno dei G20, Una lista parziale includerebbe:

Regolazione finanziaria dei mercati- cosa regolare, e chi lo deve fare?

Liberato progressivamente da nuove leggi che impediscono le azioni di ricorso, il settore finanziario ha assunto un ruolo sempre piu’ importante nell’economia mondiale. Per esempio, il valore dei derivati eccezionali di accreditamento è attualmente otto volte più alto del GDP mondiale. Enormi investimenti sono indirizzati verso tutti gli orizzonti, dai fallimenti ai danni delle raccolte agricole. Descrivere questo come capitalismo del casino’ rappresenta un insulto al gioco d’azzardo.

Un nuovo sistema di Regolarizzazione é una richiesta chiara, si ma cosa deve includere? L’obiettivo da raggiungere diventa quale, esso deve rappresentare solo la limitazione degli investimenti d’azzardo, per un mercato meno volatile e vecchio stile o consiste piuttosto di studiare a fondo, nuove vie per asssicurasi che il settore finanziario si occcupi in prevalenza d’investire sulle persone ed il lavoro? Lo IIF desidera chiaramente piu’ di regolazione, perché i suoi membri non hanno piu’ fiducia nelle grandi dichiarazioni e su tutto quello che viene dai propri rivali. Il sistema finanziario attuale desidera investire, ma non necessariamente nella continuità del lavoro, ne nelle Comunità ne sulle persone, a meno non siano sottommesse. Dobbiamo fare una distinzione fra il significato della loro regolazione ed il nostro.

Il settore finanziario e l’economia reale?

La crisi finanziaria, come abbiamo già detto, si è spostata dal suo epicentro originale ed ora attacca l'economia reale delle merci e dei servizi. Ciò è una visione limitata, perché trascura l'erosione progressiva della distinzione fra i due che è un fattore chiave nella fase corrente della crisi. La manufattura, i servizi e perfino l'agricoltura sono diventati preda della finanzializzazione, in quanto le grandi società del settore utilizzano i propri guadagni non per re-investire nelle proprie industrie ma per intraprendere un’attività di fondo d’investimenti a scapito dei loro settori di servizio e di trasformazione. Per anni, l’attività finanziaria è stata più vantaggiosa della manufattura nella gestione per delle imprese multinazionali come General Electric e General Motors. La ditta Porsche, costruttore di automobili tedesco ha avuto dei guadagni superiori di 7 volte, nella gestione del patrimonio delle “Stock Option” che nella produzione dei propri veicoli, spingendo cosi’ il The Financial Times a chiedere: Porsche è un fondo monetario di gestione o un creatore dell'automobile? (in effetti è entrambe). La fusione del finanziario con l'economia reale raggiunge nuovi livelli con l’entrata sul mercato dei fondi monetari di recupero dei crediti che investono per le ditte che impiegano miglioni di operai. Anche il settore dell’Agricultura diventa sempre di piu’ vittima degli investimenti esteriori (finanzializzazione) in quanto, nel passato i flussi delle materie prime erano limitati mentre adesso la decisione sui capitali d’investimento sono concordati da centri finanziari, su larga scala e lontani dalla produzione.

Allo stesso tempo, le società finanziarie prelevano del denaro contante sui bilanci di funzionamento della produzione e dei servizi per riacquistare le azioni della società ai membri della direzione e delle “Stock options” in nome "degli azionisti", con un effetto di compensazione astronomica sul loro prezzo iniziale. Gli investimenti reali sugli impianti ed attrezzature è ridotto ad un livello minimo, o è intrapreso soltanto a scapito delle concessioni e in subappalto e degli operai. Le società sono diventate così deboli che una leggera diminuzione del potere d’acquisto dei consumatori significa una morte immediata, soprattutto per quelle che stanno soffocando sotto una massa di operazioni finanziarie piuttosto che produttive.

Paralisi di governo e debolezza del credito

Malgrado l'iniezione di miglioni di migliardi di dollari in alcune delle istituzioni finanziarie principali del mondo, le banche rifiutano di prestare denaro e accumulando i contanti non ancora frimati. I governi, a cui ora appartengono la maggioranza nelle banche o ne sono persino i soli proprietari come dei fondi d’investimento, stanno supplicando inutilmente, sperando che non sia adottato un aiuto di piu’ per il rilancio dell’economia.

I governi sembrano paralizzati di fronte allo sciopero del credito perché queste voluminose iniezioni di capitale sono state decise, precisamente per ottenere dei risultati immediati e quindi facilitare il minimo controllo (vedi il programma dell’ IIF). Niente è inevitabile - in quanto proprietari, i governi ricevono in effetti < i> le richieste di credito e le banche decidono a qui prestare e come e dove i soldi dovrebbero essere investiti. Possono anche usare la loro autorità regolatrice nazionale per far pressione sulle banche che non hanno (ancora) ricevuto dei prestiti pubblici. Devono essere l’oggetto di una pressione politica sia massiva che totale per assicurarsi di un orientamento verso un credito a corto termine ed un controllo sui capitali investiti – per accertarsi che i soldi ricevuti non siano destinati solo alle acquisizioni ed il pagamento dei dividendi, o che semplicemente non siano messi da parte nella prospettiva del ritorno sul capitale del 25%.

Dobbiamo chiedere ai lavoratori, per le strade, in ogni tribuna pubblica e creando nuove possiblità di discussione pubblica, che i governi e la società sono i responsabili dell’aumento della disoccupazione, visto che delle somme senza precedenti di denaro pubblico saranno reinserite nel sistema bancario. Dopo le nazionalizzazioni, fra le più importanti fatte da anni, il movimento per il lavoro (vedi sindacati) dovrebbero insistere che le banche siano controllate da un programma di utilità pubblica, che sia garante dell’esecuzione degli obiettivi politici democratici. I soldi devono essere usati per finanziare l'investimento reale, non per finanziare la finanza.