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I lavoratori immigrati di McDo in difesa i loro diritti
Mar 18th, 2013 by Massimo

I lavoratori di McDonald’s in Pennsylvania mercoledì scorso hanno effettuato uno sciopero a sorpresa per protestare contro presunti salari non pagati. Gli scioperanti sono lavoratori studenti provenienti dall’America Latina e dall’Asia, giunti negli Stati Uniti attraverso un programma di scambio culturale chiamato J-1. Il loro datore di lavoro è uno dei migliaia franchisee di McDonald’s

La National Guestworkers Alliance (NGA), l’associazione che guida lo sciopero, spiega che questi programmi offrono ampie possibilità per i datori di lavoro di intimorire i lavoratori, evitare le iscrizioni al sindacato e abbassare le condizioni di lavoro.

I lavoratori dicono di aver pagato fino a 3.000 dollari per la possibilità di ottenere un permesso di lavoro e un lavoro a tempo pieno. La gran parte di loro ha ricevuto solo un lavoro part-time, mentre altri hanno lavorato per turni fino a 25 ore consecutive, senza intervalli e senza il pagamento degli straordinari.

NGA riferisce inoltre che la direzione ha richiesto ai lavoratori di essere a diposizione in qualsiasi momento del giorno, pronti a recarsi al lavoro con un preavviso di 30 minuti, e che i lavoratori sono stati oggetto di minacce e ritorsioni per essersi lamentati o rifiutati di prestare servizio.

Questo sciopero richiama quello avvenuto nel 2011 nel centro di distribuzione di Palmyra, che ha portato alla luce la squallida storia di sfruttamento e abusi che conducevano a Hershey, uno dei principali produttori americani (clicca qui per leggere l’articolo in inglese Strike by student exchange workers at US chocolate maker Hershey).

Turchia: un importante fornitore di McDonald’s è stato sindacalizzato da Tekgida-Is
Feb 25th, 2013 by Massimo

Il sindacato Tekgida-Is, affiliato all’IUF, ha appena vinto un’importante battaglia contro la società East Balt, un importante fornitore della catena McDonald’s in Turchia.

Tekgida-Is iniziò a sindacalizzare i lavoratori presso la East Balt nel 2012 e ha completato l’iscrizione di più di metà della forza lavoro all’inizio del 2013. Subito dopo che il sindacato ha fatto richiesta di certificazione presso il Ministero del Lavoro affinché gli venisse riconosciuto il diritto a negoziare, la società East Balt ha iniziato a licenziare gli iscritti al sindacato.

Il sindacato ha minacciato di organizzare picchetti in tutti i ristoranti McDonald’s della Turchia e pochi giorni dopo la dirigenza della East Balt ha richiesto un incontro col sindacato, accettando di reintegrare i sindacalisti licenziati e di rispettare i diritti sindacali e il diritto alla contrattazione collettiva.

Come i lavoratori dei fast-food in Nuova Zelanda hanno “Super-Sized” la loro retribuzione
Feb 13th, 2013 by Massimo

Il sindacato neozelandese Unite ha lanciato la campagna “SuperSize My Pay” nel 2005. Ora, con più di 4.000 iscritti a KFC, Pizza Hut, McDonald, Starbucks, Burger King e Wendy, è diventato uno degli esempi organizzativi di maggior successo nel settore dei fast food in tutto il mondo. La strategia di Unite? Andare nei fast food, chiamare i lavoratori dei negozi ad uno ad uno per brevi riunioni. Gli organizzatori hanno parlato con i lavoratori circa poche richieste fondamentali: l’aumento del salario minimo da $9,50 per ora a $ 12 (€5,90 a €7,50 circa), l’abolizione delle “retribuzioni giovanili” (una riduzione del salario di circa il 20% per ammessa per legge) e garanzia di ore di lavoro.

Per un periodo di sei mesi, un team con meno di 10 organizzatori ha iscritto più di 2.000 lavoratori -1,000 lavoratori alla Restaurant Brands e altri 1.000 da McDonald e Burger King. Questa era la minoranza più rumorosa del 25 per cento presso Restaurant Brands e una parte minore da McDonald e Burger King.
Nonostante il massiccio afflusso di iscritti, però solo un piccolo numero di lavoratori è stato coinvolto in riunioni fuori dai negozi per pianificare i passi siccessivi della campagna. La maggior parte delle decisioni sono state prese dai sindacalisti di Unite e dagli organizzatori.

Con questa base di sostegno, Unite ha aperto la seconda fase della campagna: scioperi veloci per costringere Restaurant Brands a sottoscrivere un contratto collettivo che accogliesse le richieste di “Supersize My Pay”. Secondo la legge della Nuova Zelanda, un contratto collettivo stabilisce salari e condizioni di lavoro solo per i lavoratori che sono iscritti al sindacato. La maggior parte dei datori di lavoro poi estende le condizioni ai non aderenti nel tentativo di indebolire il sindacato. Il primo obiettivo è stato Starbucks. Dopo un periodo di pianificazione con i lavoratori, gli organizzatori di Unite sono passate per locali su un autobus in un giorno nel novembre 2005, chiamando i baristi in sciopero e dirigendosi sul più sindacalizzato Starbucks a Auckland. Hanno partecipato circa 30 lavoratori Starbucks da una dozzina di negozi. Questo ha dato il via a un’ondata di scioperi simili in altre catene nel corso dei mesi successivi. Centinaia di lavoratori hanno partecipato a scioperi di breve durata. Telefonando – centinaia di sostenitori sindacali hanno intasato le linee telefoniche con le chiamate – e fermando il call center di Pizza Hut, bloccando gli ordini di consegna della catena.

Nel Marzo 2006 si sono intensificate le azioni con un incontro di massa nel municipio di Auckland, una marcia per la strada principale di Auckland di 1500 lavoratori dei fast food seguita da un concerto nel parco con gruppi musicali in loro sostegno. Poi, il 20 marzo 2006, 1000 studenti di una dozzina di scuole superiori sono scesi in sciopero contro le “retribuzioni giovanili” attraversando il centro città, fermandosi e cantando fuori ogni fast food incontrato lungo il percorso.

Pochi giorni dopo l’azione, Restaurant Brands si è offerta di firmare un contratto collettivo. L’accordo concedeva aumenti salariali a circa NZ $ 12 all’ora in due anni, è stata aumentata la “retribuzione giovanile” al 90% del salario minimo, un passo verso l’eliminazione, e stabilizzato le ore dei lavoratori. Nel corso dei successivi due anni tutte le catene di fast food hanno firmato contratti collettivi di lavoro con il sindacato.

Dal 2005, più di 30.000 lavoratori sono stati iscritti di Unite, principalmente a causa di un elevato turnover nei fast food e negli altri settori di lavoro precario in cui Unite si è radicata. Molti ex iscritti aderiscono ad altri sindacati al loro lavoro successivo. Organizzando il personale per la maggior parte giovane dei fast food, Unite ha creato un accesso al movimento sindacale per tutta una generazione di lavoratori.

Il coinvolgimento della base è basso, con la maggior parte del lavoro del sindacato svolto dai sindacalisti. Unite ha avuto difficoltà a mantenere una rete di delegati sindacali attivi nei negozi. Per aumentare l’adesione e la partecipazione, Unite ha provato un certo numero di schemi – gruppi Facebook, comitati di delegati di vicinato, attribuzione di un premio di $ 10 per ogni nuovo iscritto, dare agli iscritti coupon per l’acquisto di libri e, più recentemente, buoni vacanza e un viaggio in un parco di divertimenti – ma il problema della bassa densità sindacale nelle catene rimane. Nonostante questo le conquiste di Unite sono impressionanti: quasi il 50 per cento di aumento dei salari nelle catene dal 2005, l’abolizione delle “retribuzioni giovanili” nelle catene, ha spostato il dialogo politico nazionale sui lavori a basso reddito e, forse più importante, ha reso i sindacati significativi per una nuova generazione di lavoratori.

La protesta dei lavoratori di McDonald’s di New York
Dec 2nd, 2012 by ron

Il 29 novembre i lavoratori dei McDonald’s di Manhattan hanno sciopererato per salari più alti e per il diritto di creare un sindacato. Altri lavoratori si sono uniti nella protesta durante la giornata.

L’associazione “New York Comminities for Change”, che ha organizzato la protesta, conferma la partecipazione di 14 lavoratori. Almeno altre 3 proteste sono state pianificate durante il resto della giornata in differenti zone della città, incluse quelle più affollate di Penn Station e Times Square.

Lavoratori di altre catene di fast food (Burgher King, YUM, KFC e Taco Bell) dovrebbero unirsi ai lavoratori McDonald’s.

I lavoratori chiedono un aumento della paga oraria a 15 dollari e il diritto a formare un sindacato. Attualmente la media gli stipendi dei circa 50.000 lavoratori dei fast food di New York è di 9 dollari per ora. Annualmente questo corrisponde a circa 4.500 dollari in meno rispetto alla soglia di povertà che il Census Bureau fissa a 23.000 dollari per una famiglia di quattro persone.

IN STATO DI AGITAZIONE I LAVORATORI MC DONALD
Jul 21st, 2010 by Paratwa

20 luglio 2010

In stato di agitazione i lavoratori di Mc Donald
Scioperano le lavoratrici ed i lavoratori di Mc Donald di Roma per protestare contro le carenze strutturali dei loro ambienti di lavoro.
La mancanza di buoni sistemi di climatizzazione, infatti, soprattutto in questi giorni di gran caldo, ha reso invivibili le sale dei tanti punti vendita della capitale. Nelle cucine, dove sono presenti macchinari bollenti, sono stati superati i 40 gradi; nelle sale l’aria è insopportabile e lavorare, a queste condizioni, è impensabile.
Via Nazionale, Corso Francia, il Pantheon, nei Mc Donald più importanti di Roma, i lavoratori sono in stato di agitazione, pronti a continuare a farsi sentire nel caso in cui non vengano effettuati, come promesso, interventi strutturali che possano risolvere il problema.

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori
commercio turismo servizi
UFFICIO STAMPA

Come fare affari in questi tempi
Feb 5th, 2010 by Paratwa

Ma l’affare per chi è?

di luciana Bruno

E’ di qualche giorno la notizia che il SUO ministro Zaia ha patrocinato, attraverso il NOSTRO Ministero, una grande multinazionale del fast food per la vendita di prodotti italiani nelle proprie offerte. Il 27 gennaio nel punto vendita di piazza di Spagna a Roma abbiamo assistito al grande spot, preceduto da numerose affissioni per la città in cui veniva ripetuto il messaggio della bontà dei prodotti italiani usati.

Lavorando nel fast food in questione da diverso tempo, sono abituata all’uso del marketing aggressivo che questa società adotta, ma non ero preparata al.. cambio della divisa.
Ci hanno consegnato delle divise con il logo della società, fin qui ci sono.. e con l’immagine della Repubblica Italiana.

E’ proprio così, lavoro con una divisa con il logo della Repubblica Italiana Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali..e gli archi dorati..ma che cosa significa? Questo enorme spot riguarda SOLO 4 prodotti di tutta la proposta “gastronomica”, complimenti per il grande genio di Zaia, è riuscito con una sola operazione a farne due: tu mi dai 4 prodotti “certificati e rintracciabili nella filiera” e io ti ripulisco tutti i tuoi prodotti, pure i gamberetti coltivati in acquacoltura..(autocensura per salvarmi il posto di lavoro, se si venissero a sapere…)..il tutto in cambio di cosa? Dell’enorme mercato che si aprirà a questi prodotti? Ma Zaia sospetta che esiste per esempio slow food, certo il prodotto italiano adesso avrà il mercato del fast food, che modernità!! E l’immagine di noi lavoratori in cassa con …il logo della Repubblica e relativa bandiera italiana!! Che vergogna…

La Realtà Italiana
Dec 22nd, 2009 by Paratwa

In Italia ci sono tre sindacati nazionali confederali:CGIL,CISL,UIL.
FILCAMS è un ramo della CGIL che si occupa dei lavoratori del settore turismo.
Noi lavoriamo per Mc Donald’s, ma siamo anche dei rappresentanti sindacali della Filcams.
Cosa ha fatto la Filcams per i lavoratori Mc Donald’s finora?
Durante questi anni ci sono state molte battaglie per i diritti dei lavoratori di Mc Donald’s, ad esempio:

Problemi che hanno avuto i lavoratori

Le persone non potevano organizzare correttamente la propria vita perchè non avevano una turnazione appropriata e questa non era esposta settimanalmente.
I lavoratori non potevano andare in bagno o bere durante l’ora di punta.
I lavoratori non potevano andare in vacanza ( da Giugno a Settembre, Dicembre e nel mese in cui cadeva la Pasqua ).
I dipendenti non potevano prendere le ferie durante le festività natalizie, a Pasqua e nelle festività locali.
I dipendenti erano obbligati ad andare in ferie o quando c’era meno produttività o quando il direttore del ristorante lo riteneva opportuno.
I lavoratori non potevano ottenere un permesso retribuito per le loro necessità o lo ottenevano raramente.
Il Sabato e la Domenica non potevano essere di riposo.
La maternità era vista come un problema.Si poteva andare in maternità facoltativa solo se si avevano problemi di salute.
I lavoratori non potevano ricevere alcuna telefonata privata durante l’orario di lavoro, soprattutto nell’ora di punta.
I lavoratori dovevano pulire le strade intorno al ristorante.
….. eccetera ……

Cosa abbiamo fatto?

Agitazione dei lavoratori a supporto delle tesi della Filcams-Cgil nei confronti della Mc Donald’s
Contrattazioni tra il nostro sindacato Filcams-Cgil e la sede Mc Donald’s che hanno portato alla soluzione dei problemi discussi.

Il NostroProssimo obiettivo

Ottenere un contratto di secondo livello

Filcams-Cgil
Ginevra 08\12\09 Cinzia Craighero-Emiliano Colombo

Dopo la gaffe del “panino ciociaro” Mc Donald’s fa pace con il Frusinate
Dec 22nd, 2009 by Paratwa

Incontro a Frosinone tra i responsabili della catena americana con amministratori locali. Promessa maggior attenzione per la cucina ciociara.

i responsabili della Mc Donald’s che hanno incontrato nei giorni scorsi, a Frosinone, l’assessore regionale alle risorse umane, demanio e patrimonio della Regione Lazio, Francesco Scalia, insieme all’On. Alessandro Foglietta. Nelle scorse settimane la Mc Donald’s era stata chiamata in causa proprio da Scalia che si era rivolto all’autorità del garante della concorrenza e del mercato, segnalando il caso della pubblicità del “panino ciociaro” che aveva definito ingannevole richiedendo un intervento. Subito dopo Scalia anche il direttore della Coldiretti di Frosinone, Gianni Lisi, aveva richiesto, anche lui tramite un esposto, di verificare la bontà del messaggio invitando i responsabili della multinazionale a rimediare rivedendo una promozione che non faceva emergere la bontà del territorio frusinate. Ora, dopo la riunione di qualche giorno fa, a Scalia e Foglietta è stato assicurato che a breve si potrà programmare un ulteriore riunione alla presenza dei responsabili oltre che di Coldiretti anche delle altre associazioni agricole provinciali per verificare la possibilità di intraprendere, in perfetta sinergia e collaborazione, un percorso di promozione del nostro territorio e di qualche nostro prodotto. “Ringrazio i responsabili della Mc Donald’s – ha detto tra l’altro Scalia – che oltre a scusarsi per aver offerto sensazioni poco piacevoli accostate al nostro territorio, ora hanno garantito di voler provare ad intraprendere un percorso di promozione.

McDonald’s: chef italiani contro il panino Ciociaria
Dec 22nd, 2009 by Paratwa

McDonald’s ha appena lanciato il suo nuovo panino: da poco, infatti, in televisione passa lo spot del panino ciociaro, un sandwich che dovrebbe ricordare la tradiziona gastronomica di una parte del nostro paese. Ma i ristoratori frusinati insorgono: quel panino non contiene nulla delle nostre tradizioni culinarie.Cos’e’ il panino ciociaro? E’ una focaccia che al suo interno contiene una cotoletta con formaggio fuso, oltre alla classica insalata e a del pomodoro. Piu’ le varie salse, che non mancano mai nei panini di McDonald’s. Ma cosa c’e’ della tradizione gastronomica ciociara in questo panino? I ristoratori, che la conoscono bene, dice che non c’entra nulla con la Ciociaria.
 
Il panino tanto reclamizzato non ha nulla di ciociaro si tratta di una panfocaccia al rosmarimo con cotoletta di pollo condita con insalata e formaggio cremoso al bacon. Lo spot è stato realizzato da chi non sa neanche cosa sia la Ciociaria“, queste le parole di Massimo Roscia, un critico gastronomico, che insieme ad alcuni ristoratori del frusinate ha iniziato una battaglia contro il panino ciociaro di McDonald’s.
 
Ma non solo i ristoratori insorgono. Anche Francesco Scalia, assessore regionale del Lazio, promette battaglia: “Sto pensando di proporre un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per segnalare la pubblicità ingannevole che la Mc Donald’s sta facendo con il cosidetto panino ciociaro“.
 
Dal canto suo McDonald’s Italia si dice “molto dispiaciuta che la campagna pubblicitaria del panino Ciociaro abbia urtato la sensibilità di alcune personalità del Frusinate, terra verso la quale abbiamo il massimo rispetto. Lo spot non intendeva assolutamente rappresentare in maniera poco rispettosa questi territori, i suoi abitanti e le loro tradizioni. Ma, se così è stato percepito, ce ne scusiamo con tutti coloro che se ne sono sentiti offesi“.
 
Effettivamente quel panino con la Ciociaria non c’entra un granche’: se non fosse per la voce di sottofondo, che, insieme al resto, rappresenta uno stereotipo che ai veri ciociari proprio non piace. McDonald’s fara’ marcia indietro?  

Via | Il Tempo

La Cgil contro il licenziamento di una delegata sindacale di Mc Donald’s
Dec 11th, 2009 by Paratwa

Roma. Sciopero selvaggio al «fast food»
Corriere della Sera Venerdì 29 giugno 2007

La Cgil contro il licenziamento di una delegata sindacale di Mc Donald’s
Sciopero selvaggio al «fast food»

Sciopero selvaggio contro Mc Donald’s. Non è una crociata anti- americana. Non è una rivolta dal sapore no-global. La Filcams Cgil, che rappresenta i lavoratori del commercio, lancia un’offensiva sindacale contro la catena della ristorazione. E ha proclamato lo stato di agitazione in tutti i fast food della catena che piace agli adolescenti.

Che cosa è successo? La Cgil chiede la revoca del licenziamento di una rappresentante sindacale con 16 anni di servizio, «senza aver mai avuto un richiamo disciplinare ».

Secondo il sindacato, la donna sarebbe colpevole solo di aver voluto «rappresentare e tutelare i diritti dei lavoratori », denunciando «il pessimo clima nelle cucine, il cattivo funzionamento dell’aerazione, la mancata formazione agli apprendisti e sulla sicurezza, il totale disinteresse nell’applicazione delle norme, la forte carenza di organici».

E — ancora — la Filcams Cgil ha sottolineato come da tempo sia in atto un confronto con l’azienda su problemi come «le forti pressioni psicologiche finalizzate all’aumento della produttività » e altre situazioni di mancato rispetto dei contratti e del diritto del lavoro. Il sindacato, se non verrà trovata subito una soluzione, minaccia «scioperi e astensioni improvvise dal lavoro, in qualsiasi orario e in qualsiasi ristorante ».

Mc Donald’s per adesso tace. Nessuna risposta ufficiale. «Forse qualcosa non funzionerà al meglio, ma mettiamo in regola tutti i lavoratori, offriamo loro un’opportunità, la reazione del sindacato è eccessiva. Perché non vanno contro chi sfrutta gli immigrati in nero», commenta il responsabile di uno dei fast food capitolini
Pa. Fo.

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