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Missione compiuta: produzione e posti di lavoro mantenuti a Purina Quimperlé

Dopo quasi due anni d’incertezza sul futuro della fabbrica di prodotti alimentatri per animali da compagnia Nestlé a Quimperlé (Francia) è stata trovata una soluzione che giustifica la lotta dei lavoratori e i loro sindacati per mantenere la produzione e salvaguardare I posti di lavoro.

Nel novembre 2005, la Nestlé annuncia la sua intenzione di vendere la fabbrica di Quimperlé (Bretagna), che produce cibi per animali secchi e umidi (in scatola). La società cita il calo delle vendite dei suoi marchi di cibo in scatola in Francia ed in Europa (10% annualmente sui 4 anni precedenti) – causato soprattutto dalla concorrenza di marche dei distributori (private label) – e la conseguente sovra-capacità di produzione di cibo in scatola, e propone la vendita come l'unica soluzione valida tra le tre possibili. La possibilità di chiudere la linea di produzione di umido e mantenere quella di secco è semplicemente scartata, mentre quella della chiusura rimane come tacita minaccia.

Nell’ambito della legislazione francese sul lavoro, il comitato aziendale incarica un consulente indipendente di preparare un piano alternativo per l’attività. L’alternativa a cui pensano il comitato ed i sindacati sarebbe di riunire le due fabbriche di secco e di umido, aumentare la capacità di produzione dei cibi secchi e trasformare la linea di umido per una produzione di private label. La Nestlé è costretta a fornire al consulente tutti i dati economici e produttivi necessari delle fabbriche Nestlé Purina in Francia e in Europa.

Il piano alternativo viene approvato dalla stragrande maggioranza dei dipendenti il 6 aprile 2006, ma la Nestlé accetta di partecipare alla presentazione del piano solo un mese dopo. Nei mesi successivi, cifre e spiegazioni dettagliate sono fornite ed il piano viene rimaneggiato su richiesta della Nestlé. Durante questo periodo di tempo, l’azienda continua a cercare un operatore che riprenderebbe la fabbrica mentre i sindacati continuano a promuovere il piano alternativo contattando le autorità locali e nazionali ed i media, e attraverso scioperi. Finalmente, in dicembre, la Nestlé annuncia ai suoi dipendenti che non può accettare il piano.

Il 6 marzo 2007, invece, arriva l’annuncio a sorpresa che la Nestlé ha deciso di trasferire la produzione di umido e chiudere la linea, ma di mantenere ed espandere la produzione di secco a Quimperlé.

Su proposta dei sindacati, un calendario di riunioni informali viene concordato, oltre a quelle obbligatorie per legge. Questo ha facilitato i negoziati ed ha portato alla rapida conclusione di un accordo sulle condizioni degli esuberi che è stato firmato il 24 aprile e che prevede il pre-pensionamento dei lavoratori di 52 anni o più ed indennità di licenziamento migliorate. La linea di umido cesserà di funzionare a fine giugno e la produzione sarà trasferita a fabbriche in Francia, Paesi Bassi e Italia. Sul totale di 215 posti di lavoro a Quimperlé, 138 rimarranno nella linea di secco. La Nestlé investirà in nuova tecnologia, comincerà a produrre nuovi prodotti ed aumenterà i volumi. A tale proposito, un accordo sulla messa in opera di produzione continua 7/7 è stato firmato il 31 maggio.

Grazie al duro lavoro, alla determinazione ed alla perseveranza dei lavoratori e dei loro sindacati a Quimperlé, la Nestlé ha fatto molto cammino rispetto alla sua posizione iniziale di vendere o chiudere, per giungere ad una soluzione che contiene molti degli elementi del piano alternativo e che essenzialmente ritorna alla soluzione che aveva scartato subito in novembre 2005. Durante la vertenza, il contatto con i delegati sindacali di altri siti Purina in Europa è stato mantenuto tramite l’UITA, con scambi d’informazioni ed esperienze utili.

La Nestlé non è disposta a svelare la strategia europea per questo settore – come per nessun altro settore – ai suoi dipendenti ed ai loro sindacati, ma è assolutamente evidente che tali strategie esistono. Le osservazioni dell’azienda sulla crescente concorrenza delle private label nel segmento cibo in scatola in Europa e la tendenza dei consumatori di acquistare private label, insieme al suo netto rifiuto di entrare in questo segmento suggeriscono che le sue altre fabbriche europee di umido potrebbero essere oggetto di ristrutturazione.

Cliccare qui per il resoconto della riunione ad hoc del CAE che si è tenuta a Ginevra il 15 maggio 2007. Cliccare qui per i lucidi.

Cliccare qui per il resoconto (in francese) della riunione d’informazione che si è tenuta a Parigi il 3 febbraio 2006.

Cliccare qui per una mappa dei siti europei di cibo per animali domestici Nestlé.